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L'ISOLA PIU' LONTANA

di GIORGIO TODDE

L’isola più lontana, l’isola più isola di tutte godeva di una felice e melanconica invisibilità al mondo. Questa lontananza dalla storia, occupata da altre parti con faccende più importanti, ha costituito per decenni una condanna che - a saperla ben considerare - può trasformarsi in un privilegio. E oggi la nostra arretratezza potrebbe essere un’occasione. Può divenire perfino il nostro tesoro se siamo capaci di assumere solo la modernità necessaria, quella “buona”, e se della modernità evitiamo le minutaglie. Uno dei mezzi necessari per vivere il progresso e nello stesso tempo conservare sé stessi, radici e origini senza farsi travolgere, è ancora oggi il libro. La lettura aiuta sempre, fa bene sempre, è un ricostituente universale e alle volte decide, la differenza tra gli uomini. Permette di uscire dall’oscurità. Consente la comprensione di sé stessi e del mondo. Un popolo o un singolo senza libri non ce la fanno a vivere davvero. Non si conservano, non durano e, in certi casi, proprio non esistono, neppure negli angoli più nascosti della storia.


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